Il progetto

L’Associazione “Il Bel San Michele” o.n.l.u.s. nasce il 29 novembre 2011 per iniziativa di un gruppo di cittadini pavesi per sviluppare azioni di salvaguardia, tutela, promozione e valorizzazione artistica, architettonica e storica dell’importante Basilica romanico-lombarda di San Michele Maggiore in Pavia.
L’associazione ha sede in Piazzetta Azzani 1 a Pavia e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, non ha fini di lucro ed ha, tra l’altro, per oggetto attività di interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio; di ricerca scientifica di particolare interesse sociale; di organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse anche attività editoriali; di promozione e di diffusione della cultura e della pratica di volontariato; di organizzazione e gestione di iniziative turistiche di interesse sociale, culturale o religioso; può, inoltre, raccogliere fondi, anche in forma organizzata e continuativa presso privati, enti, istituzioni pubbliche e private, sempre volti al recupero, restauro e valorizzazione del complesso di San Michele.

L’associazione, in questi anni, ha operato lungo le seguenti direttrici:

  • CONOSCERE la Basilica in modo integrale e integrato nelle sue caratteristiche architettoniche e nel suo ruolo storico;
  • PROMUOVERE una diffusa conoscenza presso la Comunità Pavese della basilica, quale “eredità culturale da trasmettere alle generazioni future”;
  • DIVULGARE, in ambito internazionale e italiano, il contenuto e il significato della Basilica, con molte pubblicazioni e con presenze in varie associazioni;
  • SVILUPPARE azioni per il restauro della Basilica: è in atto un accordo operativo con la Parrocchia ed è destinataria di contributi per il restauro;
  • MIGLIORARE l’accoglienza di visitatori, turisti, pellegrini (presenze annue: circa 100.000) per la migliore comprensione dei contenuti della Basilica;
  • OPERARE in rete con altre associazioni o enti per la promozione della identità culturale, storica, popolare di questo territorio come patrimonio utile a governare il futuro

Queste motivazioni hanno spinto la nostra Associazione a selezionare un’affresco presente nella Basilica di San Michele che avesse particolari necessità di essere riportato restaurato e riportato al suo antico splendore.

PRESENTAZIONE AFFRESCO

Le incoronazioni dipinte ad affresco nel Quattrocento, orchestrate in modo assai esplicito in zone di assoluta evidenza sono evocazioni reiterate per sottolineare in san Michele la basilica delle incoronazioni regie, la basilica palatina legata cioè al palazzo regio.

Il privilegio di essere il luogo di incoronazione dei re longobardi è rievocato, nella basilica di San Michele Maggiore in Pavia, con l` Affresco nella volta della navata maggiore, voluto dal prevosto Geronimo Varisio da Rosate nel 1489-90.

Un re incoronato da san Michele arcangelo, Sant’ Ennodio e Sant’ Eleucadio dove tuttavia si riflette il cerimoniale dell` incoronazione dei re italici, come indica anche la corona, mentre nell` imposizione delle mani dei due santi vescovi consisteva l` elevazione dei re longobardi al trono.

Lo stesso imperatore Costantino somiglia, senza escludere la possibile allusione a un re longobardo con lunghi capelli, baffi e barba (Lang–bart: dalla lunga barba) o a Federico Barbarossa.

 

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Obiettivi

RESTAURO AFFRESCO INCORONAZIONE

Verifica generale dello stato di adesione degli strati di intonaco al substrato mediante accurata battitura degli intonaci.
Indagini diagnostiche volte alla verifica con tasselli stratigrafici di eventuali decorazioni pittoriche sottostanti, indagini di laboratorio su sezioni sottili sezioni trasversali lucide per l’osservazione allo stereomicroscopio e al SEM, spettroscopia EDS per i materiali inorganici e spettroscopia FTIR per gli organici
Pre-consolidamento superficiale delle parti di intonaco soggette a distacco. La scelta del materiale sarà effettuata dopo opportuna fase di prova
Rimozione dei sali solubili mediante applicazione di impacco di argille naturali assorbenti quali sepiolite o attapulgite, applicate sulle superfici previa interposizione di velina giapponese,
descialbo manuale degli strati sovrapposti ai dipinti murali, nel caso le indagini diagnostiche confermino la presenza di decorazioni pittoriche al di sotto dello strato attualmente a vista.
Consolidamento in profondità degli strati di supporto, anche in questo caso dopo opportuna fase di testing, mediante iniezione a siringa di malte idrauliche e inerti opportunamente selezionati.
Pulitura degli eventuali decori pittorici trovati e recuperati nella fase di descialbo. Questa fase, estremamente delicata, prevede una lunga campionatura di prodotti e tempi di applicazione, partendo da puliture più blande, come semplice acqua demineralizzata a tampone o ad impacco in polpa di carta, per arrivare a puliture più incisive
Stuccatura delle lacune con una malta a base di calce naturale e inerti selezionati per granulometria e colore simile all’originale.
Ritocco pittorico, nel caso si decorazioni pittoriche, da effettuarsi con colori ad acquerello e la tecnica del rigatino nel caso di campiture di limitata dimensione, con pigmenti naturali dispersi in latte di calce nel caso di campiture di portata più ampia o nel caso di velatura di Intonaci non decorati. Questa fase sarà da valutare attentamente con i tecnici della Soprintendenza competente per decidere le specifiche tecniche del ritocco
Restauro dell’affresco a vista, completo, comprendente preconsolidamento, rimozione dei sali, consolidamento in profondità, stuccatura delle lesioni e ritocco pittorico finale
Restauro delle pareti laterali, in mattone a vista, avendo cura di rimuovere i sali solubili come sopra descritto e procedere a pulitura delle superfici mediante lavaggio con acqua demineralizzata.
Importo dell’intervento illustrato (comprese opere provvisionali):  35.000,00 €
Spese tecniche (progettazione, sicurezza, direzione lavori, ecc):       5.000,00 €

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Team

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Vittorio Vaccari

| Capo progetto

Vittorio Vaccari

| Capo progetto
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